
ciao a tutti
Mi chiamo Mario, ed è da qualche tempo che vorrei aprire un blog riguardo un tema che a me per primo, tocca nel profondo.
Un argomento spinoso, anche perchè qui in Italia se ne parla molto e male.
L'essere genitori, con semplicità (e non con leggerezza!) senza contrarre matrimonio o sentirsi obbligati ad unirsi in una relazione eterosessuale per maturare il sano desiderio di paternità.
Mi avvicino ai 40 anni, ed immagino che a quest'età si incominci a fare un bilancio della propria vita.
Sono in realtà molto soddisfatto; sono riuscito a vivermi come gay, conduco una vita senza "veli", ho cercato (ed in parte sono riuscito) di evolvermi come persona iniziando a studiare musica e facendo spettacoli in giro.... diventando un artista...
Insomma. I miei 36 anni li ho vissuti con brio.
Certo che poi la vita, ti porta anche ad affrontare prove difficili, come la separazione con l'uomo con il quale ho condiviso 11 anni di relazione e 10 di convivenza..... e qui incomincia il mio racconto.
Già qualche tempo prima, sentivo affacciarsi in me una non meglio identificata "voglia di paternità".
Con l'andare avanti sulla strada della mia separazione, questo desiderio di amore e condivisione con questo sentimento s'è fatto più forte.
A tratti ho pensato fosse una sorta di "isteria".
Mi sono allora informato ed ho cercato nel web una qualche associazione che unisse l'esperienze di gente (uomini e donne) che hanno avuto il coraggio di viversi e di scegliere una strada difficoltosa che è quella dell'accettazione di sè.
Mariti e mogli che hanno voluto dare spazio alla vita stessa ed hanno deciso di separarsi dalle loro "metà" per vivere in un unione più "consona" la propria paternità.
Ho trovato questa associazione: http://www.famigliearcobaleno.org/
Purtoppo si trova solo a Milano, ma con la presidentessa, ebbi una buona conversazione telefonica.
...e quindi?.....
mi piacerebbe allora intanto poter condividere una vostra opinione a riguardo (...e non su di me naturalmente) e magari creare un gruppetto di gente che abbia voglia di affrontare in maniera reale l'argomento.... anche per trovare insieme il coraggio che manca.
sarebbe bello inontrare gente sensibile e finalmente condividere un'emozione grande ed una parte importante della propria vita.
Mario
Mi chiamo Mario, ed è da qualche tempo che vorrei aprire un blog riguardo un tema che a me per primo, tocca nel profondo.
Un argomento spinoso, anche perchè qui in Italia se ne parla molto e male.
L'essere genitori, con semplicità (e non con leggerezza!) senza contrarre matrimonio o sentirsi obbligati ad unirsi in una relazione eterosessuale per maturare il sano desiderio di paternità.
Mi avvicino ai 40 anni, ed immagino che a quest'età si incominci a fare un bilancio della propria vita.
Sono in realtà molto soddisfatto; sono riuscito a vivermi come gay, conduco una vita senza "veli", ho cercato (ed in parte sono riuscito) di evolvermi come persona iniziando a studiare musica e facendo spettacoli in giro.... diventando un artista...
Insomma. I miei 36 anni li ho vissuti con brio.
Certo che poi la vita, ti porta anche ad affrontare prove difficili, come la separazione con l'uomo con il quale ho condiviso 11 anni di relazione e 10 di convivenza..... e qui incomincia il mio racconto.
Già qualche tempo prima, sentivo affacciarsi in me una non meglio identificata "voglia di paternità".
Con l'andare avanti sulla strada della mia separazione, questo desiderio di amore e condivisione con questo sentimento s'è fatto più forte.
A tratti ho pensato fosse una sorta di "isteria".
Mi sono allora informato ed ho cercato nel web una qualche associazione che unisse l'esperienze di gente (uomini e donne) che hanno avuto il coraggio di viversi e di scegliere una strada difficoltosa che è quella dell'accettazione di sè.
Mariti e mogli che hanno voluto dare spazio alla vita stessa ed hanno deciso di separarsi dalle loro "metà" per vivere in un unione più "consona" la propria paternità.
Ho trovato questa associazione: http://www.famigliearcobaleno.org/
Purtoppo si trova solo a Milano, ma con la presidentessa, ebbi una buona conversazione telefonica.
...e quindi?.....
mi piacerebbe allora intanto poter condividere una vostra opinione a riguardo (...e non su di me naturalmente) e magari creare un gruppetto di gente che abbia voglia di affrontare in maniera reale l'argomento.... anche per trovare insieme il coraggio che manca.
sarebbe bello inontrare gente sensibile e finalmente condividere un'emozione grande ed una parte importante della propria vita.
Mario
5 commenti:
sono padre e ho da poco accettato il mio essere gay, esco da una brevissima, intensissima e devastante relazione (la prima vera con un uomo)vorrei discutere con te anche se mi sento a pezzi. Intanto ti auguro ogni bene.
ciao "anonimo".
Ieri per complicazioni in ufficio, ho dovuto essere sintetico.
Adesso che respiro un poco di più, posso anche prolungare un pensiero.
Penso che sia bellissimo poter condividere una parte della propria vita, e poter anche aprirsi con qualcuno.
Naturalmente, qui non parliamo di una seduta psicoterapica, ma del tentativo di incontrarsi umanamente su piani simili.
Quando te la sentirai, cercami al 348/6604501, oppure scrivendomi a: marziodimario@hotmail.com
Ti aspetto, con la semplicità dell'attesa e di un sereno caffè.
ciao; coraggio e a presto!
Mario
Ciao,
sono Luigi e abbraccio la tua iniziativa, è da tempo che avrei voluto farlo io, ma non preso l'iniziativa per farlo.
Evidentemente il omento è giunto ora.
Sono gay e padre di due splendidi figli che sono l'arricchimento, il senso della mia vita.
Dopo un matrimonio felice ho dovuto accettare la mia omosessualità e dichiararla apertamente per permettere al vero me e alla persona che era a me legata di vivere serenamente.
Questo ha causato problemi e drammi momentanei a tutti, ma quando si ha la fortuna di avere vicino a se persone che ti vogliono bene i problemi si riescono a superare più facilmente.
Ora vivo serenamente la mia gayezza, senza noscondermi davanti a nessuno, nemmeno davanti ai miei figli, sempre nel loro rispetto.
Credo che questo non tolga, ma aggiunga un qualcosa in più alla loro formazione ed equilibrio. Certo il mondo esterno può condizionare molto, ma se le cose si vivono, e si fanno vivere, con equilibrio e natutalezza tutto risulta più facile.
Detto questo mi piacerebbe poter creare un gruppo di persone sensibili a questo argomento, per esperienza o desiderio, per poterci confrontare e condividere le proprie esperienze.
Spero di avere presto tue notozie.
Lu
cercami su facebook: marzio di mario.
P.S.= non ho il pc a casa, per cui non sempre guardo la posta!!
un abbraccio!
Posta un commento